AMICA (Associazione Medici Italiani Contraccezione e Aborto) chiede ai Ministri della Salute e dell’Università e della Ricerca di revocare l’accreditamento della Scuola di Specializzazione in Ostetricia e Ginecologia del Campus Bio-Medico di Roma se non sarà assicurata agli specializzandi una formazione completa che comprenda l’interruzione volontaria della gravidanza e la contraccezione.

Nella sua carta delle finalità, agli articoli 10 e 11, il Campus Bio-Medico di Roma stabilisce che i programmi di studio devono essere improntati alla visione religiosa della scuola e della scienza, per cui andranno ignorati temi fondamentali per la professione di ostetrico-ginecologo, quali contraccezione e interruzione volontaria della gravidanza. Nella stessa carta delle finalità si definisce “crimine” l’interruzione volontaria della gravidanza e si impone a studenti e frequentatori l’obiezione di coscienza, in aperta violazione della legge 193 che, all’articolo 9, riconosce il diritto del personale sanitario a sollevare obiezione di coscienza esclusivamente in base ad una scelta personale, e non come linea di condotta imposta dalla scuola o dal posto di lavoro.

La preparazione fornita dalla Scuola di Specializzazione in Ginecologia e Ostetricia del Campus Bio-Medico è parziale ed incompleta, oltre a non tener conto del principio di laicità e di quello di appropriatezza, in base ai quali gli obiettivi dell’insegnamento in una democrazia liberale sono definiti sulla base di fatti e conoscenze scientifiche piuttosto che di arbitrarie opzioni confessionali.

AMICA (Associazione Medici Italiani Contraccezione e Aborto)con l’adesione di Associazione Luca Coscioni per la Libertà di Ricerca Scientifica UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) chiede:

  • Al Ministro della Salute e al Ministro dell’Università e della Ricerca di attivare l’Osservatorio Nazionale per la Formazione Medica Specialistica, al fine di verificare in tempi brevi la completezza dei programmi di studio della Scuola di Specializzazione in Ostetricia e Ginecologia del Campus Bio-Medico in tema di interruzione volontaria della gravidanza e contraccezione. Qualora tali insegnamenti non fossero espletati, AMICA, ALC e UAAR chiedono la revoca dell’accreditamento;
  • Al Ministro dell’Università e della Ricerca di specificare nel dettaglio, tra i criteri e i requisiti fondamentali per l’accreditamento, gli argomenti che devono essere obbligatoriamente trattati nei programmi di studio delle Scuole di Specializzazione. In particolare, le Scuole di Specializzazione in Ostetricia e Ginecologia non possono escludere l’interruzione volontaria della gravidanza, la contraccezione e la fecondazione medicalmente assistita.
  • Al Ministro della Salute di agire nei confronti del Campus Bio-Medico per la piena applicazione delle norme in vigore in Italia, che prevedono il rispetto della legge 22 maggio 1978 n.194, che non ammette l’imposizione dell’obiezione di coscienza;
  • Al Ministro della Salute, al Ministro dell’Università e della Ricerca e ai Presidenti di Regione di vigilare sull’attuazione dell’art. 15 della legge 194 del 1978, che impegna le Università, le Regioni e le Aziende Ospedaliere a promuovere la formazione e “l’aggiornamento del personale sanitario ed esercente le arti ausiliarie sui problemi della procreazione cosciente e responsabile, sui metodi anticoncezionali, sul decorso della gravidanza, sul parto e sull’uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l’interruzione della gravidanza”.

Aderisci alla petizione contro l'obiezione di coscienza imposta dal Campus Bio-Medico di Roma ai propri specializzandi in Ginecologia e Ostetricia

103 signatures

Condividi con i tuoi amici:

   

Lista firmatari