FAQ SULL’ABORTO

Sono incinta e voglio interrompere la gravidanza. Che devo fare? L’art. 4 della legge 194 prevede un colloquio con un medico, che deve poi rilasciare un documento/certificato attestante  la tua volontà di interrompere la gravidanza. Qualunque medico può fare questa attestazione: il medico del consultorio, il medico di famiglia, o qualsiasi altro medico di tua fiducia.

Nel colloquio preliminare il medico illustra le possibili soluzioni alternative all’aborto e ti informa dei tuoi diritti, quindi rilascia il documento che attesta la tua volontà di interrompere la gravidanza e che deve essere firmato anche da te. Non sono necessari ne’ devono essere richiesti particolari accertamenti (ad es. ecografia) per avere il documento/certificato.

Con il documento il medico ti invita a soprassedere sulla tua decisione per 7 giorni, trascorsi i quali si può procedere all’aborto.

Qualora il medico riscontri condizioni particolari che giustifichino l’urgenza, rilascia il certificato, con il quale   puoi rivolgerti immediatamente all’ospedale per l’espletamento della procedura.

Non conosco un medico che possa rilasciare il documento o il certificato. A chi posso rivolgermi? Il consultorio, con la sua equipe multidisciplinare (ginecologa/o, assistente sociale, psicologa/o, ostetrica/o, infermiera/e) è certamente la struttura che ti può aiutare nella maniera migliore, assolvendo alla richiesta della certificazione, ma anche fornendo la consulenza dell’assistente sociale e/o della psicologa laddove siano richieste. Inoltre il consultorio di solito provvede anche alla prenotazione per la pre-ospedalizzazione nella struttura di riferimento, e alla consulenza contraccettiva. Puoi consultare l’elenco dei consultori dal nostro sito (link con il sito del Ministero della salute).

Quali sono i limiti di tempo per poter fare una IVG? Quanto tempo ho? In assenza di condizioni di grave pericolo la salute fisica e/o psichica della donna, l’aborto è consentito nei primi 90 giorni di gravidanza, contando dal primo giorno dell’ultima mestruazione. Il limite del 90mo giorno  corrisponde a 12 settimane e 6 giorni. Ad esempio, se i tuoi cicli sono normalmente di 28 giorni e hai 7 giorni di ritardo, sei al 35mo giorno, e ne rimangono 45 per l’aborto.

Talvolta, anche se i cicli sono regolarissimi, la gravidanza può essere più grande o più piccola di quanto definito dal semplice conto dei giorni dall’ultima mestruazione. Inoltre, se l’ultima mestruazione è stata molto scarsa potresti essere incinta dal mese precedente e avere molto meno tempo di quanto supponi per fare l’aborto. Pertanto,  al fine di una corretta datazione della gravidanza,  di solito nel centro che procederà all’IVG si esegue anche un controllo ecografico.

Non è necessario fare un’ecografia prima di rivolgersi al consultorio o al centro per la IVG, ed il personale del consultorio non può richiederla prima del rilascio del documento/certificato, perché questa rientra negli accertamenti gratuiti che verranno generalmente eseguiti nel centro stesso.

Oltre il 90mo giorno l’IVG è consentita solo in presenza di condizioni di grave pericolo per la vita o la salute della donna (vedi dopo).

Come è regolata la IVG dopo il 90mo giorno? In presenza di gravi condizioni che possono compromettere la salute fisica o psichica della donna (ad esempio una grave malattia materna, o una patologia fetale), l’aborto è consentito anche oltre il 90mo giorno. In questo caso il medico del servizio ospedaliero può avvalersi della collaborazione di consulenti o di ulteriori accertamenti diagnostici. La legge non pone limiti di tempo per l’”aborto terapeutico”, ma pone il limite della cosiddetta “viability”, ossia della possibilità per il feto di nascere e sopravvivere al di fuori dell’utero. Questo limite è situato tra le 22 e le 24 settimane (prima non è possibile vita autonoma al di fuori dell’utero per motivi di insufficiente sviluppo neuro-anatomico). Oltre questo limite di tempo, l’aborto è comunque possibile, ma qualora il feto dovesse nascere vivo, il medico ha il dovere di rianimarlo. Questo è il motivo per il quale, laddove non si pratichi la soppressione in utero (il cosiddetto “feticidio”), si preferisce non superare il limite delle 22-24 settimane.

Cosa posso fare se sono minorenne? Per poter abortire devi essere accompagnata dai tuoi genitori (o da chiunque altro eserciti la autorità genitoriale) che dovranno firmare con te il documento.

Sono minorenne e non posso dirlo ai miei genitori. Che posso fare? Se ritieni di non potere o non volere parlare con i tuoi genitori, la cosa più semplice è rivolgersi ad un consultorio (esistono consultori dedicati alle ragazze giovani, o specifici spazi-giovani nei consultori familiari). Nel consultorio farai un colloquio con l’assistente sociale ed eventualmente con la psicologa, che valuteranno con te le possibili soluzioni e  stileranno una relazione per il giudice tutelare, presso il tribunale dei minori. Il giudice rilascerà a sua volta l’autorizzazione per l’aborto. Se lo ritieni, potrai richiedere un supporto psicologico in consultorio.

In ogni caso, nessuno è autorizzato a contattare i tuoi genitori a tua insaputa: né il consultorio, né il giudice tutelare, né l’ospedale dove eseguirai l’aborto.

Sono straniera senza permesso di soggiorno. Che posso fare? Puoi rivolgerti al consultorio familiare: l’assistente sociale valuterà il tuo caso e ti informerà dei tuoi diritti, provvedendo agli adempimenti per l’aborto.

Dove posso trovare il consultorio? Nel nostro sito trovi il collegamento con la pagina del Ministero della Salute che riporta l’elenco dei consultori regione per regione.

Come si svolge l’intervento di interruzione di gravidanza?  Se sei in gravidanza da meno di 49 giorni (7 settimane) puoi scegliere tra la procedura chirurgica e quella farmacologica. I medici del servizio IVG valuteranno la presenza di eventuali controindicazioni per l’una o l’altra. La procedura farmacologica può essere eseguita in Italia fino alla settima settimana; la procedura chirurgica può invece essere eseguita dalla settima settimana alla 14ma-16ma (quindi può essere utilizzata anche per l’aborto terapeutico, o ITG).

Come si svolge la IVG chirurgica?  Nella maggior parte degli ospedali è possibile eseguire l’aborto in regime di day hospital, che prevede la dimissione in giornata, di solito poche ore dopo aver eseguito l’intervento.

L’intervento può essere eseguito in anestesia generale o locale, con o senza sedazione. Il metodo maggiormente utilizzato è quello della cosiddetta “isterosuzione”, o “aspirazione”, impropriamente detto metodo di Karman; con esso si procede alla dilatazione del collo dell’utero, attraverso il quale si accede alla cavità uterina e si procede all’aspirazione della gravidanza. Non si devono pertanto praticare tagli o incisioni, e, in assenza di complicazioni, si può tornare a casa nel giro di poche ore.

Come si svolge la IVG farmacologica? Per la procedura farmacologica si utilizza il mifepristone, o RU486, in associazione con  un altro farmaco, il misoprostolo o il gemeprost, che viene somministrato 36-48 ore dopo.

Il primo  giorno ti verrà somministrato il mifepristone, che agisce bloccando gli effetti del progesterone, l’ormone che permette alla gravidanza di progredire. In circa il 5% dei casi l’aborto si verifica già dopo questa prima somministrazione. Il terzo giorno ti verrà somministrato il secondo farmaco, il misoprostolo  o il gemeprost, e dovrai rimanere almeno tre ore in ospedale. Il misoprostolo e il gemeprost sono prostaglandine che, agendo sull’utero preparato dal mifepristone, provocheranno l’espulsione della gravidanza. Circa il 50-60% delle donne abortisce nelle tre ore successive alla somministrazione del misoprostolo. Negli altri casi, circa il 20-25% delle donne ha l’espulsione entro 24 ore e solo il 10% in un periodo successivo. Quando abortirai, potresti vedere il prodotto dell’espulsione, anche se di solito è difficilmente individuabile in mezzo al sangue e ai coaguli. Nel 5% dei casi la gravidanza non viene espulsa completamente, e sarà necessario ricorrere ad un intervento chirurgico o ad una nuova somministrazione di farmaci per completare la procedura.

Quali sintomi avrò dopo aver preso la RU486? il primo giorno, dopo le prime ore dall’assunzione di RU486, puoi sentirti stanca o debole, o avere  mal di testa. Alcune donne hanno nausea o dolori addominali o perdite ematiche, solo in rari casi si sono manifestati rash cutanei e gonfiore del viso. Puoi anche avere un ciclo abbondante con crampi, di solito almeno 12 ore dopo la somministrazione. Quasi il 50% delle donne ha perdite ematiche prima della seconda dose. In questo caso dovresti usare assorbenti normali e non assorbenti interni.

Quali sintomi avrò dopo aver preso le prostaglandine? In alcuni casi si hanno dolori, simili a crampi, più forti di quelli mestruali, che si riducono con l’espulsione. Il 20-30% delle donne non avverte alcun dolore, il 50-60% accusa dolori che ritiene sopportabili, mentre il 20-30% delle donne ha bisogno di antidolorifici, che non interferiscono con la procedura abortiva e che ti verranno prescritti su tua richiesta.

Avrai perdite di sangue, uguali o superiori a una mestruazione abbondante; queste perdite hanno una durata media di 9 giorni, ma possono persistere fino a 15 giorni e in qualche caso anche oltre.  In circa 3-5 donne su 100 sarà necessario un intervento chirurgico per completare l’interruzione o per bloccare sanguinamenti eccessivi.  Raramente può accadere che la gravidanza prosegua, con un rischio aumentato di malformazioni fetali.  E’ possibile avere mal di testa nel  2-30% dei casi, nausea  nel 40-60%, vomito nel 20%, debolezza nel 10%, diarrea nel 10-20%. Un rialzo febbrile inferiore a 38 gradi è normale.

Come posso valutare l’entità del sanguinamento dopo una ivg farmacologica? Le perdite di sangue sono analoghe a quelle che si verificano in un aborto spontaneo. Per valutare oggettivamente l’emorragia occorre confrontarla con le caratteristiche delle proprie mestruazioni; potresti  avere un flusso abbondante, con dolori e perdite di “pezzi” e “coaguli” per alcune ore. Se in due ore consecutive avrai cambiato quattro assorbenti “maxi” o “large” (del tipo “flussi abbondanti” o “per la notte”) dovrai recarti in ospedale per un controllo.

Sto allattando. Posso fare una IVG farmacologica? I farmaci utilizzati non interferiscono con l’allattamento e non sono pericolosi, alle dosi utilizzate, per il lattante.

Ho scoperto di avere una gravidanza gemellare. Posso fare una IVG farmacologica? Non vi sono controindicazioni alla IVG farmacologica in caso di gravidanze gemellari.

Dopo un aborto c’è il rischio di una nuova gravidanza?  Già nelle prime settimane dopo l’aborto, medico o chirurgico, mentre ci sono ancora delle perdite di sangue, è possibile rimanere incinta. Se non desideri una nuova gravidanza adotta subito il sistema contraccettivo discusso e scelto con il personale medico. E’ consigliabile non avere rapporti con penetrazione per almeno sette giorni dopo l’aborto.

Ho fatto un aborto chirurgico. Quando posso iniziare a prendere la pillola? La pillola contraccettiva può essere iniziata il giorno stesso dell’intervento chirurgico di isterosuzione.

Ho fatto un aborto farmacologico. Quando posso iniziare a prendere la pillola? Se ti sei sottoposta ad IVG farmacologica puoi iniziare a prendere la pillola il giorno stesso dell’assunzione della prostaglandina, due giorni dopo l’assunzione della RU486.

Ho fatto un aborto chirurgico. Quando posso inserire il contraccettivo intrauterino (spirale)? La spirale può essere inserita immediatamente dopo la fine dell’intervento. In alcune regioni i centri IVG dispongono delle spirali e ti verrà proposto l’inserimento (gratuito o con pagamento di un ticket) al momento della pre-ospedalizzazione. Laddove questo non sia possibile (in alcune regioni, quali il Lazio, tutti i centri dovrebbero poter inserire gratuitamente le spirali dopo l’intervento) la spirale può essere inserita al controllo post-IVG o con il primo ciclo dopo l’intervento. Bisogna ricordare che qualora la spirale sia stata inserita subito dopo l’intervento, c’è un lieve incremento del rischio di dislocazioni, ed è necessario fare un controllo dopo il ciclo.

Ho fatto un aborto farmacologico. Quando posso inserire il contraccettivo intrauterino (spirale)?La spirale può essere inserita il giorno del controllo, che di solito viene eseguito 15-20 giorni dopo aver preso le prostaglandine, una volta che sia stata accertata l’avvenuta espulsione della gravidanza.

Cosa devo fare per richiedere un aborto terapeutico (ITG)? Devi rivolgerti ad un medico del servizio ospedaliero, che valuterà la esistenza delle condizioni previste dall’art.6 della legge 194. In tal caso provvederà a compilare il certificato che attesta la tua richiesta e le motivazioni per le quali tale richiesta viene accolta.

Quali malattie del feto permettono la IVG terapeutica (IGT)? La cosiddetta “ITG”, o interruzione terapeutica della gravidanza, è ammessa in qualunque epoca della gravidanza, quindi anche oltre il 90mo giorno, qualora sussistano condizioni (patologie embrio-fetali o materne) che possano costituire un GRAVE pericolo per la vita o la salute fisica o psichica della donna. Non esiste un elenco di patologie per le quali è ammessa la IGT, la valutazione spetta al medico che deve considerare, caso per caso, la ripercussione che quella patologia può avere sulla salute della donna o, in caso di patologia materna, la gravità  della stessa e la ripercussione della prosecuzione della gravidanza sulla salute della donna. Per tale valutazione il medico potrà avvalersi di eventuali ulteriori accertamenti, nonché di eventuali consulenze (ad esempio di psichiatri o genetisti).

Come si svolge la IVG terapeutica (ITG)? Entro la 14ma settimana (in alcuni centri è possibile entro la 16ma settimana) la ITG può essere eseguita con  procedura chirurgica di isterosuzione, che consiste nel dilatare meccanicamente il collo dell’utero aspirandone poi il contenuto con apposite cannule. L’intervento viene eseguito in anestesia generale.

In epoche gestazionali più avanzate, dopo la 14ma-16ma settimana, si nella gran parte dei centri si procura un parto abortivo con i farmaci: il primo giorno si somministra la Ru486, che antagonizza gli effetti del principale ormone della gravidanza, il progesterone. 48 ore dopo vengono somministrate le prostaglandine, che inducono un travaglio abortivo. In ospedale vengono somministrati i farmaci per il dolore del travaglio.

Esiste anche la possibilità di interrompere chirurgicamente una gravidanza oltre la 14-16ma settimana, con una tecnica che viene definita D&E, ossia Dilatazione ed Evacuazione. E’ una tecnica che richiede una particolare esperienza e che viene praticata in Italia in pochissimi centri, mentre è più utilizzata all’estero (Olanda, Spagna).